Studi della Bibliotheca Hertziana

Redaktion: Dr. Marieke von Bernstorff

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10. Arnika Schmidt, Nino Costa (1826-1903). Transnational Exchange in European Landscape Painting

256 pagine, 113 ill. b/w, 88 colour. Cinisello Balsamo, Milano: Silvana Editoriale, 2016 ISBN: 9788836633845, €70,00

The Roman landscape painter Nino Costa was one of the most international Italian painters of his time and an inspiration to compatriots and non-Italian artists alike. This first monograph on him provides valuable insights into his life, his poetic art, and the seminal role he played at the center of a lively international network of artists.
Dissatisfied with the traditional approaches of Italian academic painters, Costa turned to the international artist community of his native Rome for inspiration. At first, Costa looked to the painters following Jean-Baptiste Corot's poetic approach to realism and then further developed his art working in close contact with English colleagues such as George Mason and Frederic Leighton. A patriot as well as a painter, Costa fought for both the unification of Italy and for a reinvigorated art that appropriately represented his homeland. Alongside his call for a new approach to national art, Costa continued to develop his own artistic practice within a cosmopolitan circle.
As well as tracing the history of Costa's life, this monograph pays particular attention to the cultural contexts of his French, Swiss, German, Italian and English colleagues, an approach that underscores his role as a transnational artist and a catalyst for change in nineteenth-century European landscape painting.


9. Charles Percier e Pierre Fontaine dal soggiorno romano alla trasformazione di Parigi, a cura di Sabine Frommel, Jean-Philippe Garric e Elisabeth Kieven

200 pagine, 135 ill. in b/n, 30 tavole a colori. Cinisello Balsamo, Milano: Silvana Editoriale, 2014 ISBN: 9788836629961, €65,00

Contributi in occasione della giornata internazionale di studi, 9-10 dicembre 2008, Roma, Bibliotheca Hertziana, Istituto Max Planck per la Storia dell’Arte. 

L’opera di Charles Percier e di Pierre François Léonard Fontaine costituisce indubbiamente uno dei legami più forti che si vennero a creare fra Francia e Italia a cavallo del XVIII e XIX secolo. Alla vigilia di quel momento particolare per l’architettura europea in cui andavano intensificandosi i transfer artistici fra la città che l’Europa illuminista considerava come propria capitale culturale e quella che per alcuni anni divenne la sua capitale politica, ecco che il viaggio a Roma costituiva una tappa abituale nella formazione dei più brillanti fra i giovani architetti francesi. Nessun altro come Percier e Fontaine ha infatti tratto dal proprio soggiorno romano lezioni più incisive e con conseguenze più determinanti per l’evoluzione della teoria e della pratica del progetto a Parigi all’indomani della Rivoluzione. Per contro, pochi hanno avuto altrettanta influenza, attraverso le proprie pubblicazioni e i lavori degli allievi e dei seguaci, sui progetti disegnati in Italia sotto l’Impero e soprattutto nei decenni successivi. Si raggiunge così il fulcro di un periodo caratterizzato da profonde mutazioni sul piano sociale, che implicano una revisione delle tipologie tradizionali. Ad una Francia comandata da un giovane generale quasi italiano che dominava militarmente e politicamente la Penisola rispondeva un’architettura francese italianizzante. Se la vendita dei beni nazionali aveva promosso delle mutazioni urbane a Parigi e nelle principali città francesi, dove si svolse un’intensa attività di edilizia privata, lo stesso gusto si diffuse anche in quel Paese dal quale la Francia in gran parte traeva la propria ispirazione: l’Italia. Una storia dell’architettura quindi che, soprattutto in Francia, continua a procedere con fratture nette fra periodo moderno e contemporaneo e alla quale la ricerca non ha prestato finora sufficiente attenzione. Nonostante il loro incontestabile interesse storico, le indagini di Percier e Fontaine mirarono a una creazione compositiva che adotta fonti transalpine e, considerando i palazzi e le case del Cinquecento come prototipi dell’architettura del loro tempo, il tandem cerca di rispondere alle esigenze di una nuova clientela. Lungi dal difendere un atteggiamento di rigore, i due francesi sostenevano un classicismo addolcito, fondato su un processo di assimilazione, che concilia il modello rinascimentale con il genius loci, le risorse locali e le scelte del committente. Sono questi scambi incrociati, attorno agli studi e all’opera degli architetti di Napoleone, ad essere al centro del presente volume. Grazie ad uno sguardo trasversale, esso riunisce i contributi di studiosi italiani e francesi esperti per il periodo fra il 1780 e gli anni Venti dell’Ottocento, ai quali si aggiungono saggi firmati da specialisti del Rinascimento, dedicati alla percezione del grande patrimonio artistico del Cinquecento da parte dei due francesi. Inoltre, il libro mette a confronto numerosi documenti grafici inediti che arricchiscono la nostra conoscenza del periodo e del percorso di Percier e Fontaine, aprendo nuove ipotesi di analisi che consentono un approccio rinnovato.

Autori dei contributi: Susanna Pasquali, Pierre Pinon, Carlo Mambriani, Gian Paolo Consoli, Sergio Pace, Amedeo Belluzzi, Sabine Frommel, Giovanna D’Amia, Jean-Philippe Garric, José Luis Sancho, Javier Jordán de Urríes, David Van Zanten, Jean-Michel Leniaud, Evelyne Saint-Paul.


8. L'arte del dono. Scambi artistici e diplomazia tra Italia e Spagna 1550–1650, a cura di Marieke von Bernstorff e Susanne Kubersky-Piredda

251 pagine, 135 ill. in b/n, 22 tavole a colori. Cinisello Balsamo, Milano: Silvana Editoriale, 2013. ISBN: 9788836627387, €75,00

Contributi in occasione della giornata internazionale di studi, 14-15 gennaio 2008, Roma, Bibliotheca Hertziana, Istituto Max Planck per la Storia dell’Arte. 

Tra Cinque e Seicento il frequente scambio di doni diplomatici tra le corti italiane e i sovrani della più potente monarchia d’Europa, la Spagna asburgica, disegna una fitta rete di interessi politici, economici e religiosi. Inviati allo scopo di creare o consolidare le alleanze, i doni, oltre a sottolineare lealtà e reciproco rispetto, perseguivano precise strategie di rappresentanza e di potere. Le opere d’arte ben si adattavano a tale scopo, nella loro doppia veste di oggetti di valore materiale ed estetico, e di media carichi di significati semantici utili alla veicolazione di precisi messaggi politici.
I tredici studi inclusi nel presente volume offrono un ampio panorama dello scambio di doni diplomatici tra la penisola italiana e la Spagna ai tempi di Filippo II, Filippo III e Filippo IV. Questi contributi si focalizzano non soltanto sullo studio dei numerosi oggetti artistici inviati, ma anche sull’analisi delle prassi culturali e dei processi sociali correlati, come le modalità di scelta e consegna dei doni, il ruolo degli intermediari e le possibili divergenze tra le aspettative del mittente e la reale accoglienza da parte del destinatario.


7. I Corsini tra Firenze e Roma, a cura di Elisabeth Kieven e Simonetta Prosperi Valenti Rodinò

256 pagine, 180 ill. col., cartonato con sovracoperta. Cinisello Balsamo, Milano: Silvana Editoriale Spa, 2013. ISBN: 88-366-2697, €75,00

Atti della Giornata di studi »I Corsini tra Firenze e Roma. Aspetti della politica culturale di una famiglia papale tra Sei e Settecento«, 27–28 gennaio 2005, Roma, Palazzo Poli. 

Il libro raccoglie gli interventi sul pontificato del papa fiorentino Clemente XII Corsini (1730–1740), che ha segnato un periodo di grande rinnovamento urbanistico a Roma nella prima metà del Settecento. La politica culturale dei Corsini, già iniziata a Firenze nel Seicento, ha avuto come protagonista a Roma Neri Maria Corsini junior (1685–1770), cardinal nipote assai attivo accanto allo zio Clemente XII. Questi, che aveva slviluppato una visione »muratoriana« nei suoi anni di diplomazia in Francia e nei Paesi Bassi, seppe coniugare l'»amore per la casa Corsini« promosso dalla famiglia con la »ragion di Stato« e l'interesse pubblico, promuovendo operazioni culturali altamente innovative anche sul fronte europeo, quale l'istituzione del Museo Capitolino, primo museo pubblico in Europa.

Nelle scelte culturali attuate dai Corsini a Roma un posto di rilievo occupò Giovanni Gaetano Bottari (1689–1775), il monsignore fiorentino erudito, letterato, filologo, che dei Corsini a Roma fu bibliotecario e uomo di fiducia in molte delle iniziative da loro intraprese: vera »eminenza grigia« degli interventi culturali die Corsini e attore, dietro le quinte, delle scelte più significative della loro politica. Al Bottari è dedicata la seconda parte del libro, da cui emerge la vastità degli interessi di questo protagonista della République de Lettres del Settecento europeo., che arrichì la celebre Biblioteca Corsiniana, fondata sull'acquisto di quella del cardinal Gualtieri, ricca di manoscritti preziosi, libri e soprattutto incisioni, aperta al pubblico nel 1754 con illuminante intervento. Fu sempre lui a dar impulso alla produzione di stampe, in particolare quelle di traduzione, promuovendo la fondazione della Calcografia Camerale, oltre il suo sostegno personale agli incisori Vasi e Piranesi, autori della grande fortuna della stampa d'invenzione a Roma nel XVIII secolo.

Autori dei contributi: Elisabeth Kieven, Riccardo Spinelli, Oronzo Brunetti, Vannozza Corsini, Michele Franceschini, Valerio Vernesi, Giovanna Curcio, Antje Scherner, Heather Hyde Minor, Enzo Borsellino, Sivigliano Alloisi, Giulia Fusconi, Jorge-Fernández-Santos Ortiz-Iribas, Simonetta Prosperi Valenti Rodinò, Ginevra Mariani, Alessandra Mercantini, Francesca Manzari, Ebe, Antetomaso.


6. Dürer, l'Italia e l'Europa, a cura di Sybille Ebert-Schifferer e Kristina Herrmann Fiore

200 pagine con 212 illustrazioni in b/n, cartonato con sovracoperta. Cinisello Balsamo, Milano: Silvana Editoriale Spa, 2011. ISBN:9788836622689, €45,00
Ed. italiana con testi in tre lingue (italiano, inglese, tedesco)

I contributi del volume  Dürer, l’Italia e l’Europa, a cura di Sybille Ebert-Schifferer e Kristina Herrmann Fiore, rispecchiano la statura del grande protagonista Albrecht Dürer, la molteplicità dei modi nei quali la sua arte fu recepita in Italia ed Europa, così come la sua apertura verso gli influssi italiani sia sul piano teorico che su quello pittorico e iconografico. La diffusione di una nuova arte rinascimentale europea si deve alla fusione di modi di vedere e di tecniche nordiche con quelli italiani compiutasi nella mente di un artista che, viaggiando, superò le frontiere e scoprì la luce e i colori di Venezia. Ma Dürer portava già con sé la conoscenza delle incisioni italiane, in particolare di Mantegna, una visione della statuaria antica e le nozioni di proporzione indagate da Leonardo. Assetato di nuove conoscenze e pieno di ingegno sperimentale, egli aggiunse a questi discorsi la sua voce meditata e innovativa di poliedrico autore di trattati, studi geometrici, disegni, stampe e dipinti. 
Una figura senza confini mentali che non finisce di interessare artisti e storici, ragione per la quale le ricerche qui pubblicate si devono a studiosi italiani, tedeschi, austriaci, spagnoli, inglesi e americani che formano un coro poliglotta, caratteristico per la storia dell’arte internazionale e per l’Europa.

Autori  dei  contributi: Juliana Barone, Giulia Bartrum, Marieke von Bernstorff, Jeffrey Chipps Smith,  Marzia Faietti, Giovanni Maria Fara, Simone Ferrari, Kristina Herrmann Fiore, Jürgen Müller, Benito Navarrete Prieto, Pietro Roccasecca, Herwarth Röttgen, Karl Schütz, Matthias Winner.


5. Cecilia Mazzetti di PietralataJoachim von Sandrart (16061688). I disegni

23x30cm, 284 pagine con 395 illustrazioni in b/n, cartonato con sovracoperta. Cinisello Balsamo, Milano: Silvana Editoriale Spa, 2011. ISBN 9 788836  618071, €60 

Ausgezeichnet mit dem Premio Calbalbio per la Storia dell'Arte 2011

Joachim von Sandrart (Frankfurt 1606–Nürnberg 1688) ist den meisten als der »deutsche Vasari« bekannt. Nach einer langen Ausbildung als Maler in den Niederlanden, England, Italien, Deutschland und Österreich, die ihm Kontakte mit den wichtigsten Persönlichkeiten seiner Zeit ermöglichte, begann Sandrart sein monumentales Werk, die Publikation der Teutschen Academie der edlen Bau-Bild- und Mahlerey-Künste (Nürnberg 1675–1679). Reich illustriert und begleitet von einem ausführlichen Text, der die Lebensbeschreibungen der deutschen, niederländischen, italienischen und französischen Künstler beinhaltete, sollte es zu einem der wichtigsten Handbücher zur künstlerischen Theorie und Praxis werden.

Der vorliegende Band definiert und erfaßt erstmals in einem kritischen Katalog sämtliche Zeichnungen Sandrarts und gibt so eine vollständige Übersicht über das zeichnerische Œuvre und graphische Werk des Künstlers. So gelingt der Autorin eine neue Definition und Interpretation des von Sandrarts durchgehenden Interesse für die Werte der italienischen Kunst und seiner besonderen Aufmerksamkeit für die künstlerischen Ideale des europäischen Barockzeitalters geprägten künstlerischen Schaffens des Künstlers.


4. Clare Robertson, The Invention of Annibale Carracci.

23x30cm, 420 pagine con 116 illustrazioni in b/n e  88 tavole a colori con  341 illustrazioni, cartonato con sovracoperta. Cinisello Balsamo, Milano: Silvana Editoriale Spa, 2008. ISBN 9 788836 609741, €90

Ausgezeichnet mit dem Premio Salimbeni 2010

Obwohl Annibale Carracci als eine der Schlüsselfiguren der Entwicklung der italienischen Barockmalerei bekannt ist, wirft sein Werk noch immer zahlreiche Fragen auf. Diese Studie, seit 35 Jahren die erste Künstlermonographie, analysiert seine künstlerische Entwicklung von den Anfängen in Bologna bis hin zu seinen späteren römischen Jahren, die ihren Höhepunkt mit seinem Meisterwerk, der bahnbrechenden Ausstattung der Galleria Farnese erreicht.

Teil der Untersuchung sind sowohl Annibales ausdrucksstarke und in Anlehnung an die Prinzipien der konfessionellen Reform entwickelte religiöse Bildsprache, als auch sein wichtiger Beitrag für die Entwicklung der klassischen Landschaftsdarstellung. Die Zeichenkunst war für Annibale ein grundlegendes Instrument zur Erneuerung der Malerei und zur Entwicklung seines eigenen Stils: Als zentrales didaktisches Lehrmittel wurde das Zeichnen nach der Natur, also nach dem Modell, von Annibale, seinem Bruder Agostino und seinem Vetter Ludovico in der von ihnen in Bologna gegründeten Akademie eingeführt. Die Analyse des zeichnerischen Œuvres Annibales, einschließlich der im Rahmen eines spezifischen Auftrags entstandenen Zeichnungen, führte zu neuen Erkenntnissen über die Zusammenarbeit und Konkurrenzsituation während der ersten Jahre in dieser Akademie. Anhand der zahlreichen Vorzeichnungen Annibales zur Galleria Farnese gelang es die Ideen des Künstlers bezüglich der Ikonographie des monumentalen Freskenprogramms nachzuvollziehen. Wichtiger Bestandteil der Studie ist die Bewertung und Einordnung der an Annibale herangetragenen Aufträge, insbesondere jene des wichtigsten römischen Auftraggebers, Kardinal Odoardo Farnese, die so detailliert rekonstruiert wurden. Das Hauptaugenmerk dieser Forschungsarbeitliegt darin die künstlerischen Schaffensprozesse Annibales nachzuvollziehen, um so neues Licht auf einen der kreativsten Maler der italienischen Kunst zu werfen.


*3. Sybille Ebert-Schifferer, Julian Kliemann, Valeska von Rosen, Lothar Sickel (a cura di), Caravaggio e il suo ambiente. Ricerche e interpretazioni.

23x30cm, 236 pagine con 172 illustrazioni in b/n e 28 tavole a colori con 40 illustrazioni, cartonato con sovracoperta. Cinisello Balsamo, Milano: Silvana Editoriale Spa, 2007. ISBN 9 788836 607693, (vergriffen)
 

La pubblicazione riunisce dieci contributi – in parte esposti durante due giornate di studio della Bibliotheca Hertziana (giugno 2002, gennaio 2004), in parte scritti specificatamente per l’edizione del volume –, che intendono presentare al pubblico nuove ricerche su Caravaggio e richiamare l’attenzione sulle discussioni e sugli approcci d’indagine attuali relativi alla sua opera. 

Il volume, che naturalmente non pretende di rappresentare tutti gli aspetti della ricerca sull’artista – la cui bibliografia in continuo aggiornamento annovera oltre 2900 testi –, offre piuttosto una scelta di tematiche incentrate su una lettura puntuale della pittura di Caravaggio, con lo scopo di spiegarne, esemplificativamente, l’arte. Vengono pertanto tralasciate questioni di interesse più specifico, come la complessa materia delle attribuzioni o della biografia, per portare la riflessione sulla profondità della sua arte e sul contesto socio-culturale che vide nascere i suoi capolavori. 

I primi interventi mettono in luce come Caravaggio, abilissimo nel rappresentare con stupendo realismo la natura, fosse consapevole dell’artificiosità di ogni sua opera, in cui apposta inseriva paradossi e ambiguità per stimolare la riflessione dell’osservatore. Seguono quindi contributi che affrontano il tema dell’iconografia sacra in relazione ad alcune opere di soggetto religioso, e l’effetto esercitato dal maestro sui suoi contemporanei, attraverso la produzione pittorica dei suoi seguaci e imitatori. Anche l’esame di un gruppo di dipinti di Caravaggio oggi quasi del tutto perduto, ovvero i ritratti, porta a nuovi risultati grazie alla lettura più precisa dei documenti. L’ultimo contributo è infine dedicato alla prassi musicale al tempo di Caravaggio, che trova riscontri nell’opera dell’artista. 

Autori: Wolfram Pichler, Klaus Krüger, Valeska von Rosen, Rudolf Preimesberger, Marco Pupillo, Lothar Sickel, Costanza Caraffa, Alexandra Ziane, Julian Kliemann, Marieke von Bernstorff


2. Sybille Ebert-Schifferer (a cura di), Scambio culturale con il nemico religioso. Italia e Sassonia attorno al 1600. 

23x30cm, 156 pagine con 190 illustrazioni, cartonato con sovracoperta. Cinisello Balsamo, Milano: Silvana Editoriale Spa, 2007. ISBN 97888-3660809-6, €50 

Autori: Sybille Ebert-Schifferer, Thomas DaCosta Kaufmann, Damian Dombrowski, Antje Scherner, Dirk Syndram, Katrin Keller, Barbara Marx, Jürgen Müller, Esther Münzberg, Helen Watanabe-O'Kelly

Il volume, il secondo edito per la collana »Studi della Bibliotheca Hertziana«, raccoglie gli atti della giornata internazionale di studi tenutasi presso la Bibliotheca Hertziana di Roma nell’aprile 2005, nell’ambito della serie di incontri «Roma e il nord - Percorsi e forme dello scambio artistico». 

Filo conduttore degli interventi raccolti nella pubblicazione è l’analisi del fenomeno di appropriazione delle forme di rappresentazione artistica italiane avviato dai Principi elettori di Sassonia. 

Questa pratica, consapevole e storicamente circoscrivibile, è all’origine, per esempio, della popolare definizione di Dresda come Elbflorenz, la »Firenze sull’Elba«: un paragone che, comparso per la prima volta nel 1577 in una lettera diplomatica, è assai indicativo dello scambio fra i due paesi.

I saggi raccolti, pubblicati in lingua originale, offrono pertanto uno spunto di riflessione quanto mai puntuale sulle questioni concernenti l’esportazione Oltralpe dell’arte e della cultura italiana, – che ha superato barriere linguistiche e, soprattutto, ben più rigide barriere confessionali – e costituiscono un invito a ulteriori, futuri approfondimenti circa lo scambio culturale con altre regioni mietteleuropee.


1. Costanza CaraffaGaetano Chiaveri (1689-1770), architetto romano della Hofkirche di Dresda

23x30 cm, 332 pagine con 190 illustrazioni, cartonato con sovracoperta. Cinisello Balsamo, Milano: Silvana Editoriale Spa, 2006. ISBN 88-366-0673-3, €70

Il 3 febbraio 1738 il nunzio di Polonia comunicava al papa che Augusto III, re di Polonia e principe elettore di Sassonia, aveva disposto di far erigere a Dresda »un Tempio molto più ampio per i Cattolici«. Nella capitale della Sassonia, lo stato che si riteneva e veniva ritenuto custode dell’ortodossia luterana, sorgeva negli anni successivi la chiesa cattolica di corte (Hofkirche), manifesto del ritorno della dinastia regnante alla Chiesa di Roma e monumento del rango reale recentemente conseguito con l’acquisizione del trono di Polonia. L’edificio fu coerentemente commissionato a un architetto proveniente dalla sede papale: Gaetano Chiaveri. A Dresda, indifferente alle prime avvisaglie dell’epoca dei lumi, Chiaveri costruì in posizione prominente una imponente chiesa a cinque navate e facciata a torre, lavorata a tutto tondo come uno scrigno e animata da settantotto colossali statue di santi, che sembra portare a realizzazione i progetti utopistici dei concorsi della romana Accademia di San Luca, nel cui ambiente – sotto l’influenza di Carlo Fontana e Filippo Juvarra – l’architetto si era formato fra il primo e il secondo decennio del Settecento. Questo libro, basandosi su un ampio apparato documentario, ricostruisce l’attività di Chiaveri a Dresda, le vicende costruttive della Hofkirche, il contesto sociale e storico-confessionale, la genesi formale dell’architettura, gli aspetti iconografici e non da ultimo le intenzioni dei committenti: Augusto III, la sua consorte Maria Josepha d’Asburgo e i loro consiglieri gesuiti. Un contributo all’‹iconologia dell’architettura› nel Settecento fra Roma e l’Europa centrale.

Il volume, con cui si inaugura la nostra collana degli Studi, presenta la ricerca condotta da Costanza Caraffa sull’architetto Gaetano Chiaveri (Roma 1689-Foligno 1770), che operò in Russia, al servizio di Pietro il Grande, in Polonia e in Sassonia, diffondendo in area mitteleuropea un linguaggio fedele alla tradizione del barocco romano.

L’indagine dell’autrice si concentra sulla Hofkirche di Dresda, chiesa di corte cattolica in un paese protestante, unanimemente considerata il capolavoro dell'architetto. La riconsiderazione di questo edificio e della figura di Gaetano Chiaveri, conseguente ai progressi compiuti negli ultimi anni dagli studi sull’architettura del Settecento romano, si inserisce nel più ampio quadro messo a fuoco dall’autrice sugli scambi intercorsi fra i due contesti geografico-culturali di Roma e Dresda. Capitoli specifici sono dedicati alle fonti architettoniche e iconografiche cui ha attinto Chiaveri, nonché ai committenti e ai fruitori della sua opera. 

Il volume, corredato da un estratto in lingua tedesca, è completato da un elenco delle fonti, indici e bibliografia.


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