Che ogni occhio negozi da solo. Riflessioni intorno alla costruzione della storia, della memoria e dell’oblio nella pratica audiovisiva del found footage, cinema di compilazione e di archivio

Víctor Martín García, M.A.

Con la presente ricerca si vogliono approfondire da una prospettiva teorica le pratiche audiovisive conosciute come found footage, cinema di compilazione e di archivio, cercando di chiarire alcuni aspetti di tale pratica, facendo proprio il discorso ideologico ad essa inerente e analizzando le sue forme di codificazione del messaggio. Particolare attenzione è data a quelle manifestazioni audiovisive del found footage che più ci pongono interrogativi sulla costruzione della storia e della memoria (sia collettiva sia individuale) e che nel contempo suggeriscono nuove ipotesi discorsive attraverso la sperimentazione del medium.
Il lavoro con le immagini di archivio, con l’intenzione di rileggere i discorsi storici, implica che al prodursi di nuove letture in contesti differenti le stesse immagini e la loro manipolazione siano in grado di mostrare nuove prospettive sull’evento storico stesso. Questo è dovuto anche in parte alla soggettività di chi è dietro la rielaborazione narrativa, con una conseguente apertura della ricerca ad autori che si muovono tra cinema saggistico e attività artistica. Punti di partenza della ricerca sono i paradigmi sviluppati nei decenni successivi alla Seconda Guerra Mondiale. La situazione politica e sociale in questo periodo stimola infatti la necessità di opere cinematografiche e sistemi narrativi innovativi che siano in grado di descrivere gli avvenimenti liberandosi dagli stilemi imperanti  in questo modo è possibile determinare aspetti della pratica del found footage che sono chiarificatori del modo, degli usi, della ricezione nonché dell’appropriazione delle immagini dentro del discorso storico e del discorso sulla memoria.

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