L’arte del Trecento tra foreign e local

Prof. Anne Dunlop, Ph.D.

L’ascesa dell’Impero Mongolo nel tredicesimo secolo favorì la nascita di nuove importanti vie commerciali attraverso l’Eurasia. Si assistette così, non solo all’interno dei territori sotto il dominio mongolo ma anche al di fuori di essi, ad un’inedita circolazione e interazione di artisti, manufatti e tecnologie. In tale contesto, le città italiane svolsero un ruolo di collegamento tra questo mondo in espansione e il resto dell’Europa.
La ricerca, incentrata sull’impatto che questi cambiamenti ebbero sull’arte italiana del duecento e del trecento, si sviluppa intorno a tre temi principali. Un primo tema si occupa della rappresantazione di questo nuovo mondo eurasiatico allargato. Il secondo si concentra sul ruolo innovativo dei materiali e delle tecniche giunte in Italia in seguito all’incremento degli scambi commerciali. Il tema finale analizza le modalità di recepimento da parte degli artisti italiani dei formati e degli schemi propri dei manufatti e delle opere d’arte importate. Al centro della ricerca vi è la questione della traduzione (trasposizione) visiva: la capacità di un certo linguaggio artistico di interpretare ed adattare i dettami di un altro e la misura in cui i significati originari possono essere trasferiti all’interno di un nuovo contesto visivo.

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