Anti-americanismo e teorie di complotto nella pittura francese e italiana della guerra di Corea

Martina Caruso, Ph.D.

L’anti-americanismo, a volte considerato sinonimo di antimperialismo, fu un potente motore tra gli artisti e gli intellettuali europei durante la guerra fredda, in particolare riguardo all’interventismo statunitense. Con questo progetto mi concentro sulle opere di artisti italiani e francesi del dopoguerra che furono membri dei rispettivi partiti comunisti nazionali oppure filo-comunisti durante la Guerra di Corea. Sono interessata al modo in cui le fonti comuniste italiane e francesi rappresentavano la politica estera americana in particolare quando gli Stati Uniti furono accusati di guerra batteriologica. All’incrocio tra ispirazione artistica, propaganda e fake news, con la mia ricerca cerco di capire come certi artisti, ad esempio Giulio Turcato e André Fougeron possano aver tradotto visivamente l’anti-americanismo.
Confrontando opere che si occupavano espressamente di ideologia, intendo collegarle alle notizie comuniste e alla copertura mediatica per ricreare gli ambienti intellettuali che gli artisti abitavano e interpretavano. Questa ricerca aiuta a costruire l’"altra" storia di ciò che è stato accertato negli studi di storia dell’arte a partire della metà degli anni ’90, cioè che la promozione da parte degli Stati Uniti dell’informale avveniva attraverso organi appartenenti alla CIA. Sebbene sia stata ampiamente studiata l’influenza del Partito Comunista sugli artisti francesi e italiani dell’epoca, la questione delle teorie di complotto riguardo alla politica estera degli Stati Uniti e quella sovietica e cinese tra gli artisti europei non sembra essere stata affrontata in modo sufficientemente approfondito.

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