Messina 1509–1557: Un centro per la sperimentazione artistica

Anna Chiara Giusa, M.A.

Il progetto di dottorato si occupa della Messina del Cinquecento quale centro dinamico per la sperimentazione artistica guardando ad un periodo di circa 50 anni. Lo studio adotta un approccio interdisciplinare per analizzare i caratteri socioeconomici, politici, culturali e religiosi di questo porto internazionale, e si propone di investigare i motivi per cui Messina diventò uno dei più originali centri artistici dell’Italia del XVI secolo.
La ricerca si concentra su opere altamente sperimentali prodotte a Messina sia da artisti forestieri arrivati dalla penisola, come Cesare da Sesto, Polidoro da Caravaggio, Giovan Battista Mazzolo e Giovan Angelo Montorsoli, sia da regnicoli locali quali Girolamo Alibrandi e Stefano Giordano. Il progetto ha un doppio obiettivo: da un lato, far emergere le relazioni tra Messina e altri importanti centri come Napoli, Roma e Genova; dall’altro, esplorare in che modo la presenza di quattro Viceré provenienti da differenti contesti si riflesse sulla committenza messinese. Questa tesi sarà dunque divisa in tre sezioni cronologiche corrispondenti ai governi dello Spagnolo Hugo de Moncada e del Napoletano Ettore Pignatelli (1509–1535), al vicereame del Mantovano Ferrante Gonzaga (1535–1546) e a quello dello Spagnolo Juan de Vega (1547–1557).

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