Quaderni della Bibliotheca Hertziana

In 2018, the series Quaderni della Bibliotheca Hertziana, published by Campisano Editore, was added to the Institute's publications. It includes Italian manuscripts or multilingual collections of essays whose topics reflect the Institute's current research discourses. The layout as well as the choice of paper of the Quaderni invite readers to make their own annotations in the text, their handy format deliberately distinguishes itself from the Institute's large-format series. The Quaderni are meant as an invitation to continue the scientific discourse rather than a mere presentation of conclusive research results. The editorial board decides which manuscripts are included in the series. Subsequently, the texts are submitted to an external peer review process.


7. Terms of Style in Art History, a cura di Valérie Kobi
192 pagine, con oltre 40 illustrazioni a colori e in b/n
Roma: Campisano Editore 2021
ISBN: 978-88-85795-82-2, € 50,00  

Fundamental to art history since Johann Joachim Winckelmann’s Geschichte der Kunst des Alterthums, the history of styles literally haunts discipline. It periodically returns to the heart of criticism. Interdisciplinary ap-proaches have quickly pointed out the need to think of styles not only as classificatory categories, but also as historical concepts in their own right, ready to be used as objects of analysis. This methodological approach is at the center of the present book devoted to stylistic nomenclatures, which makes available the result of an international conference organized by the Academy of France in Rome – Villa Medici, the Istituto Svizzero and the Bibliotheca Hertziana – Max Planck Institute for Art History. It introduces case studies questioning the various constructions that accompanied the emergence and semantic development of certain key terms in art history. It also includes examples from fields often forgotten in the literature on stylistic nomenclature, such as fashion or theater. In short, this book should be understood as a proposal and an encouragement to reflect on the disciplinary heritage left, for better or for worse, by the history of styles in all spheres of visual culture.


6. Donato Bramante. «Luce & Inventor de la buona & vera architettura», a cura di Francesco P. Di Teodoro e Jens Niebaum
368 pagine, con oltre 170 illustrazioni a colori e in b/n
Roma: Campisano Editore 2021
ISBN: 978-88-85795-76-1, € 50,00  

Lo storico Plutarco, riferendosi nella Vita di Pericle ai monumenti dell’acropoli di Atene, afferma che per la loro bellezza, via via che venivano costruiti erano già classici. Lo stesso dovevano aver pensato i contemporanei nei riguardi di Donato Bramante (1444–1514), tanto che Sebastiano Serlio non esitò a includere le sue architetture fra le antichità del Terzo Libro (1540): una riprova del carattere esemplare, anzi normativo, che esse avevano immediatamente assunto. Bramante era stato davvero «inventore e luce de la buona e vera architettura». Questo libro rende conto della sua creatività di e dei non pochi problemi che le sue opere ancora pongono, segno della loro perenne vitalità. Il disegno architettonico, i rilievi eseguiti con i più moderni strumenti di rilevamento laser-scanner, le tecniche costruttive, i modi della progettazione, la statica, l’indagine diagnostica su pietre e inchiostri impiegati nei fogli autografi di Bramante, effettuata con metodi non invasivi e con l’impiego di una strumentazione all’avanguardia, sono alcuni dei soggetti dei saggi che caratterizzano il libro. I contenuti del volume, e in particolare il notevole nucleo di studi sulla basilica di San Pietro, costituiscono pertanto un contributo determinante all’analisi critica del Bramante romano. 


5. Città tangibili. Materialità e identità in Italia meridionale, a cura di Stefano D'Ovidio, Joris van Gastel e Tanja Michalsky
320 pagine, con oltre 150 illustrazioni a colori e in b/n
Roma: Campisano Editore 2020
ISBN: 978-88-85795-55-6, € 50,00 

Per buona parte del Novecento la storia dell’arte è stata condizionata dal pregiudizio filosofico in favore dell’Idea che ha ridotto i materiali a un anti-valore, relegandoli all’ambito esclusivo dei restauratori. La storiografia internazionale degli ultimi decenni ha ribaltato questa visione, ponendo i materiali al centro della riflessione. I saggi raccolti in questo volume intendono proporre un percorso nella storia dell’arte in Italia meridionale dal Medioevo al Novecento, letta attraverso il filtro della materialità, intesa non soltanto come insieme di risorse primarie e condizionanti della produzione artistica e architettonica del territorio, ma anche e soprattutto come medium attraverso il quale sono stati plasmati e fusi modelli culturali, competenze tecniche, istanze di rappresentazione politica, sociale, ideologica e religiosa. Fino a che punto i materiali esprimono nessi con il contesto geologico e l’ambiente naturale? Come si relazionano al passato di un luogo? Come contribuiscono alla creazione dell’identità collettiva? Intorno a questi interrogativi ruotano i casi discussi nel libro, che si collocano in una prospettiva di lunga durata, il secondo millennio dell’era cristiana, durante il quale l’Italia meridionale ha preso forma in quanto entità distinta dal resto della Penisola. Ne risulta un quadro variegato in cui la materialità si propone come strumento interpretativo in grado di sovvertire categorie storiografiche precostituite e di svelare il rapporto indissolubile tra arte, materia e società.


4. La Fortuna dei Baccanali di Tiziano nell'arte e nella letteratura del Seicento, a cura di Stefan Albl e Sybille Ebert-Schifferer
315 pagine con oltre 120 immagini a colore
Roma: Campisano Editore 2019
ISBN: 978-88-85795-30-3, € 50,00 

In seguito alla devoluzione del Ducato di Ferrara alla Santa Sede nel 1598 giunsero a Roma i cosiddetti Baccanali di Tiziano. Il Festino di Venere, gli Andrii e Bacco e Arianna entrarono così nella collezione del cardinale Pietro Aldobrandini. Quali furono le ripercussioni che i Baccanali esercitarono a partire dal loro arrivo a Roma sulla produzione artistica e letteraria? Il presente volume offre un’analisi approfondita delle loro imitazioni ed emulazioni da parte di alcuni dei maggiori artisti ed intellettuali del Seicento, tra cui Annibale Carracci, Domenichino, Nicolas Poussin, François Du Quesnoy, Joachim von Sandrart e Giovan Pietro Bellori. L’esame delle interrelazioni fra artisti di varie nazionalità in seguito allo studio dei Baccanali consente inoltre una migliore comprensione dell’impatto delle opere di Tiziano sulla produzione artistica nel contesto romano ed extra romano e dimostra l’epocale importanza dei capolavori di Tiziano per la cultura italiana ed europea.


3. Séroux d'Agincourt e la storia dell'arte intorno al 1800, a cura di Daniela Mondini
426 pagine con oltre 130 illustrazioni a colori
Roma: Campisano Editore 2019
ISBN: 978-88-85795-21-1, € 60,00 

"Far vedere" è l'atto fondamentale e costitutivo del progetto storiografico di Jean-Baptiste Séroux d'Agincourt (1730-1814): la sua Histoire de l'Art par les monumens depuis sa décadence au Ive jusqu'à son renouvellement au XVIe siècle fu infatti corredata di un ricchissimo apparato di incisioni offrendo alla comunità scientifica un primo corpus illustrato del patrimonio artistico medievale. Il presente volume, frutto del convegno internazionale per il bicentenario della morte di Séroux d'Agincourt organizzato dalla Bibliotheca Hertziana – Istituto Max Planck per la storia dell'arte e dall'Accademia di Francia a Roma – Villa Medici, analizza l'apporto di Séroux d'Agincourt alla documentazione e storicizzazione dell'arte dei secoli della 'Decadenza' sotto diversi aspetti, dalla 'invenzione' e riscoperta dei primitivi, al disegno e alla riproduzione grafica dell'opera d'arte come strumento di ricerca, al libro d'arte e il suo mercato nel contesto Europeo. Attraverso i vari interventi sono pertanto affrontati problemi centrali della storiografia dell'arte nei quattro decenni a cavallo del 1800, durante i quali, sullo sfondo degli importanti rivolgimenti politici e sociali, la storia dell’arte si trova in una fase di passaggio da una prassi prevalentemente amatoriale – e aristocratica – verso una professionalizzazione e istituzionalizzazione come disciplina accademica.


2. Arte dal naturale, a cura di Sybille Ebert-Schifferer, Annick Lemoine, Magali Théron, Mickaël Szanto
320 pagine con oltre 100 illustrazioni a colori
Roma: Campisano Editore 2018
ISBN: 978-88-85795-13-6, € 50,00

Fin dall'Antichità, le arti visive si definiscono prima di tutto, per analogia con la poesia, come l'arte di imitare la natura (Aristotele): analogia che segnerà l'insieme della teoria dell'arte in epoca moderna. Nessun testo teorico sulle arti ignora il concetto di imitazione, così come non si conoscono discorsi critici che non vi si riferiscano. Il 'dal naturale' è ovunque presente, come una nozione chiave. Ciò non toglie che questo concetto non abbia mai cessato di definirsi e di ridefinirsi, a seconda dei luoghi e dei periodi. Questo volume raccoglie parte degli interventi presentati ad un convegno internazionale che ha visto collaborare l'Accademia di Francia a Roma, Aix-Marseille-Université, Telemme, la Bibliotheca Hertziana – Istituto Max Planck per la storia dell'arte e l'Université Paris-Sorbonne, Centre André Chastel. Questa singolare e fruttuosa cooperazione nacque dal comune interesse ad approfondire la questione relativa a cosa significhi produrre arte 'dal naturale' o 'd'après nature' nel Seicento, secolo nel quale viene coniato per la prima volta il termine di 'naturalisti' nella teoria artistica.


1. L'Urbanistica a Roma durante il ventennio fascista, a cura di Christine Beese e Ralph-Miklas Dobler
212 pagine con oltre 80 illustrazioni in b/n 
Roma: Campisano Editore 2018
ISBN: 978-88-85795-16-7, € 50,00 

Nel presente volume storici dell'arte, architetti e paesaggisti, storici, archeologi e sociologi urbani analizzano l'urbanistica romana durante il ventennio fascista in modo interdisciplinare discutendo metodologie e prospettive diverse. Tale approccio rispecchia da un lato la vasta gamma di discipline che attualmente si occupano dello studio della storia dell'urbanistica e dall'altro rivela anche i meccanismi urbanistici messi in opera nel periodo in questione: oltre a politici e investitori, furono infatti soprattutto gli architetti, gli storici dell'arte e gli archeologi a partecipare alla creazione della Roma fascista. Presentando i loro progetti in pubblicazioni, conferenze e convegni, essi cercarono di ampliare il loro raggio d'influenza, assunsero incarichi politici e fondarono enti e associazioni. L'esame interdisciplinare di questo periodo permette perciò una comprensione più profonda sia delle figure di pensiero sia delle correlazioni operanti alla sua base. Il risultato non è un semplice volume miscellaneo incentrato su questo importante esempio di urbanistica europea del XX secolo, ma un'analisi basata su casistiche esemplari che offre uno sguardo approfondito su molti aspetti finora trascurati della pianificazione urbanistica voluta da Mussolini.

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