"Benché senza colori abbino tutta la forza dell’arte". Monocromia nella teoria e nella pratica pittorica dal Trecento al Seicento

Workshop

  • Evento online via Zoom
  • Beginn: 18.05.2021 14:30
  • Ende: 20.05.2021 14:00
  • Vortragende(r): Workshop
  • Gastgeber: Bibliotheca Hertziana - Max-Planck-Institut für Kunstgeschichte
  • Kontakt: freiberg@biblhertz.it
"Benché senza colori abbino tutta la forza dell’arte". Monocromia nella teoria e nella pratica pittorica dal Trecento al Seicento
"Benché senza colori abbino tutta la forza dell’arte". In questo modo, nel 1590, Giovanni Paolo Lomazzo descriveva le opere realizzate a chiaroscuro, restituendo tutta la complessità teorica di un’opera pittorica eseguita con una tavolozza ridotta. Una pittura così realizzata, infatti, assume un singolare vigore espressivo in virtù dell’assenza della consueta policromia a suggerire i colori della realtà.

Lo studio critico di opere d’arte eseguite con una cromia limitata offre alla nostra disciplina la possibilità di molteplici approcci nonché una quantità̀ inesauribile di esempi. Rappresentazioni pittoriche realizzate con l’impiego di un unico colore o – meglio – con le tonalità̀ chiare e scure di uno spettro cromatico ridotto si trovano in tutte le epoche, le tecniche esecutive e gli ambiti culturali. La notevole varietà di tali esempi testimonia le differenti intenzioni e i molteplici significati che si celano dietro la monocromia. Nonostante la lunga durata di questo fenomeno pittorico, è necessario rilevare, infatti, sostanziali differenze nelle ragioni che hanno portato tanto gli artisti quanto i committenti a prediligere la pittura a monocromo. Alla luce di queste considerazioni, risulta errato – o quantomeno azzardato – pretendere di elaborare una teoria della monocromia che abbia la pretesa di essere universalmente valida. L’analisi di specifici fenomeni o delle singole tipologie offre, invece, la possibilità di una più profonda comprensione degli oggetti e delle idee teoriche alla loro base.

All’interno del complesso panorama della pittura a monocromo, i secoli compresi tra il XIV e il XVII risultano particolarmente interessanti da indagare tanto dal punto di vista storico che da quello critico. In questi secoli, infatti, soprattutto sul territorio italiano, viene realizzato un numero cospicuo e variegato di pitture a chiaroscuro. Inoltre, accanto alla variegata quantità di testimonianze pittoriche, in questi secoli, si moltiplicano i riferimenti al chiaroscuro nei testi della letteratura artistica. Dopo Cennini, passando per i teorici del Quattrocento e del primo Cinquecento, indubbio è l’apporto dato alla teoria del chiaroscuro dalle Vite vasariane. Esse, infatti, presentano un’abbondanza di riferimenti e riflessioni sul tema che dimostrano una consapevolezza da parte di Vasari della complessità di questa tecnica artistica e dei suoi rapporti con i dibattiti teorici del tempo. Tali riflessioni saranno poi raccolte e sviluppate da tutta la critica successiva fino a Filippo Baldinucci.

Nonostante tale complessità, gli studi fin qui prodotti se da una parte hanno avuto il grande merito di gettare luce su questioni di cronologia, iconografia e committenza delle singole opere a chiaroscuro, dall’altra sono per la maggior parte caratterizzati da un sostanziale disinteresse nei confronti delle forti implicazioni teoriche e critiche che un’opera d’arte a monocromo porta con sé. Tranne alcune eccezioni, infatti, manca uno studio approfondito delle fonti della letteratura artistica che, opportunamente considerato in relazione alla pratica pittorica, possa fornire nuovi spunti di riflessione sulla pittura a chiaroscuro, andando al di là delle generiche griglie interpretative che fanno capo alla passione antiquaria o al dibattito sul Paragone tra le Arti con le quali, in genere, viene giustificato l’utilizzo della pittura a monocromo. Il fine è quello di mettere in discussione il paradigma consolidato dalla critica e dalla storiografia artistica fino a questo momento, per lasciare spazio a un’interpretazione più̀ ampia, in grado di mettere in luce la complessità̀ del fenomeno della pittura a chiaroscuro nei secoli dal XIV al XVII.
A tale proposito il workshop intende analizzare tanto le opere pittoriche realizzate a chiaroscuro quanto i testi della letteratura artistica ad esse contemporanei, cercando di individuare gli eventuali punti di contatto (e di contrasto) tra la teoria e la pratica artistica. Nel corso di questa giornata di studi sarà̀ necessario confrontarsi sulle ragioni che sottendono la scelta di realizzare una pittura a monocromo, cercando di chiarire in che rapporti questa stia sia con i contemporanei dibattiti teorici, che con il contesto politico e religioso. Sarà opportuno, inoltre, focalizzandosi sulla produzione italiana, compiere una riflessione su quelli che sono gli elementi di continuità̀ e i punti di rottura che esistono tra opere a chiaroscuro provenienti da secoli e contesti geografici differenti. Attraverso questi argomenti si vuole arrivare a fare chiarezza anche sul problema della terminologia con la quale riferirsi a queste opere.

Evento online con possibile partecipazione via Zoom, il link verrà pubblicato QUI

Organizzazione scientifica: Monica Latella, Stefano Pierguidi e Katharine Stahlbuhk

Programma

Martedì, 18 maggio 2021

14:30
Saluti

14:40
Introduzione

Chair: Laura Valterio (Bibliotheca Hertziana, Roma)
15:15
Pamela Gallicchio (Università Ca’ Foscari Venezia)
I cosiddetti monocromi: la limitazione cromatica in pittura tra terminologia e storiografia

15:45
Katharine Stahlbuhk (Bibliotheca Hertziana, Roma)
"Guardo le battaglie dipinte in ocra". Lippo Vanni in Palazzo Pubblico e la pittura monocroma a Siena

16:15 break

Chair: Marco Ruffini (Sapienza Università di Roma)
16:30
Claudia Cieri Via (Sapienza Università di Roma)
Andrea Mantegna e il colore silenzioso dei marmi

17:00
Flavia Barbarini (Temple University, Philadelphia)
"Dipingere di chiaro e di scuro a l’usanza di Roma": il monocromo a Venezia nelle facciate dipinte da Giuseppe Porta Salviati



MercoledÌ, 19 maggio 2021

Chair: Tristan Weddigen (Bibliotheca Hertziana, Roma)
9:00
Irene Baldriga (Sapienza Università di Roma)
Sugli scambi italo-fiamminghi nella pittura a monocromo tra XV e XVI secolo: le testimonianze di Vasari, Lampsonio e Lomazzo

9:30
Monica Latella (Sapienza Università di Roma)
Genesi e sviluppo di una "invidiosa fortuna", da "ingegno pellegrino e veloce" a "molto imitatore delle cose antiche". Ripensando le facciate di Polidoro da Caravaggio

10:00
Michele Danieli (Alma Mater Studiorum, Università di Bologna)
"Di marmo a olio contrafece tutte le storie della vita sua". I monocromi di Girolamo da Treviso in San Petronio a Bologna

10:30 break

Chair: Novella Barbolani da Montauto (Sapienza Università di Roma)
11:00
Gabriella Matarazzo (Scuola Normale Superiore, Pisa)
"Pinxit et monochromata ex albo": Carlo Dati e la fortuna seicentesca della pittura monocroma antica

11:30
Stefano Pierguidi (Sapienza Università di Roma)
"Porta là adunque i tuoi desegni e cartoni che tu ai fatto a Andrea pizicarolo". Disegni e bozzetti a chiaroscuro nella Roma di Caravaggio

12:00
Fabian Jonietz (Zentralinstitut für Kunstgeschichte, München)
Pigments, Marble, and Dust: The Concept of patina polverosa and 17th-Century Monochrome Painting

12:30 break

12:45
Marco Collareta (Università di Pisa)
Conclusioni

Segue discussione finale



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