Straub and Huillet. Towards a Deterritorialisation of the Gaze
Júlia Pérez Gonell, M.A.
Tra il 1970 e il 2006, gran parte della filmografia di Straub e Huillet è stata incentrata su una produzione italiana caratterizzata dalla presenza della poetica di autori italiani (Vittorini, Fortini, Pavese) e, dall'altra, da una proposta di comunismo utopico in cui la natura è posta al centro come riserva mitica. La ricerca affronta il rapporto tra territorio e linguaggio attraverso la filmografia di Straub-Huillet, proponendo come tema centrale la desterritorializzazione dello sguardo rivolto agli spazi in cui la coppia di registi ha concentrato parte del proprio lavoro: le Alpi Apuane, la Sicilia e Buti, territori dall'immaginario simbolicamente carico della narrazione nazionale, in cui l'approccio degli Straub ne permette una prospettiva diversa. Questa proposta implica la superazione delle affermazioni egemoniche che costituiscono gli spazi, attraverso una rappresentazione basata sul riconoscimento, al fine di pensare il territorio in termini di flussi, forze e intensità che lo costituiscono. Il loro cinema, carico di un abitare politico e compreso di una materialità del territorio, ne presuppone la promozione di nuove prospettive, evitando la chiusura dell'identità come polarizzazione o come forma pietrificata in posizioni predeterminate, in cui ogni processo di riterritorializzazione rende possibile l'emergere di nuovi paesaggi, sia fisici che psichici, e afirma la molteplicità, dispiegando linee di fuga.