Lavoro monumentale: i lavoranti scultori della Roma papale nel Seicento

Jennifer Liu, M.A., B.A.

La realizzazione di sculture monumentali nel XVII secolo era quasi ininterrotta e richiedevano una forza lavoro molto grande. La mia tesi di dottorando analizza la produzione di monumenti papali, la storia del lavoro scultorea nella prima età moderna, e i modi in cui possiamo vedere e comprendere il lavoro nella scultura. Lo studio del lavoro riconosce tutti gli aspetti della produzione, non solo quelli concettuali o artistici. Uso il termine “lavoranti scultori” o sculpture workers per catturare la diversità del sapere, della formazione, delle professioni, e dei materiali impiegati nella produzione delle sculture monumentali. I lavoranti scultori erano responsabili per la preparazione dei materiali e dei cantieri, nonché della realizzazione, riparazione, assemblaggio, e spostamento delle sculture. Io complico l’azione di ‘scolpire’ indagando le realtà e le esperienze di una forza lavoro molto diversificata, che include gli artisti ed esperti tecnici e anche i lavoranti schiavizzati, che è rimasta invisibile fino ad ora.

Il mio progetto studia le pale d’altare, le tombe, e le fontane realizzati per i clienti papali. L’analisi di monumenti in metallo e in pietra – ad esempio la statua di Urbano VIII di Gianlorenzo Bernini in marmo, e la statua di Innocenzo X di Alessandro Algardi in bronzo, entrambe di dimensioni monumentali e nel Palazzo dei Conservatori – consente di confrontare il valore del lavoro ai diversi materiali. Basandosi su studi della scultura della prima età moderna e attraverso una metodologia di archivio critico, io sfido la storica svalutazione al lavoro manuale nelle arti, e la sua caratterizzazione come umile, sporca, o irrilevante. Integrando studi sulla materialità, storia sociale, e storia e teoria del lavoro, questo progetto riesamina monumenti celebri sotto la lente del lavoro.

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