Napoli e i suoi contorni: la documentazione fotografica del patrimonio storico-artistico di Napoli e dell’Italia Meridionale (1861-1914)

Viviana Costagliola, Ph.D.

Nel 1860, Giuseppe Garibaldi incaricò il suo amico Alexandre Dumas di scrivere la storia "archeologica, storica e pittoresca di Napoli e delle sue province". Così, dal 24 febbraio al 17 agosto del 1861, in Francia su Le Monde illustré, si diede inizio alla pubblicazione in forma di una serie di articoli di Naples et ses provinces. Dumas accompagnava il lettore in un mondo quasi sospeso tra mito e storia, partendo da Palazzo Chiatamone, passando per la tomba di Virgilio, fino ad arrivare a Miseno e Baia.
Volendo immaginare un corredo illustrativo dell’opera, nulla sarebbe più adatto delle fotografie che venivano realizzate a Napoli in quel periodo dai numerosi fotografi, in larga parte stranieri, che stabilirono in città la propria sede operativa. Infatti, decisero di risiedere nella città partenopea, esercitando a lungo la loro attività e diventando tra i più affermati professionisti del tempo, Alphonse Bernaud (dal 1856), Vittorio Grillet e Giorgio Sommer (dal 1857), Giorgio Conrad e Robert Rive, solo per citarne alcuni.
Il presente progetto si propone di studiare le fotografie della città di Napoli e del suo patrimonio storico-artistico, realizzate dai fotografi italiani e da quelli stranieri residenti in città, nel periodo compreso tra l’Unità d’Italia e lo scoppio del primo conflitto mondiale, affiancandovi un nucleo di fotografie inedito e mai messo in relazione con la produzione fotografica studiata fino ad oggi.

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