CfP: Forme della Sicilia "spagnola": spazi di interazione e dinamiche tra potere, società e orizzonti visuali

Offerta di lavoro dal 22 Novembre 2021

Workshop, Bibliotheca Hertziana – Istituto Max Planck per la storia dell'arte
Roma, 5-6 maggio 2022

Organizzazione scientifica: Valentina Balzarotti, Anna Chiara Giusa e Tanja Michalsky

Regno o colonia? Con l’avvento di Carlo V al trono di Spagna (1516) e l’annessione della Sicilia ai domini dell’Impero, le condizioni sociali, politiche e culturali dell’isola subiscono dei cambiamenti. Estrema frontiera davanti alla minaccia turca, la Sicilia assume un ruolo preminente nella politica imperiale, divenendo teatro dei trionfi dopo la vittoria di Tunisi (1535). Valorizzata per il suo ruolo strategico nei primi decenni di governo asburgico, l’autonomia che per secoli contraddistinse l’isola viene garantita da Carlo V e i suoi viceré attraverso l’elargizione di privilegi volti a rispondere alle specifiche necessità locali. Una netta cesura sembra verificarsi con la successione al trono di Spagna di Filippo II (1554) che considera sempre più la Sicilia alla stregua dei suoi altri domini coloniali, limitandone l’autonomia.
Le persistenti tensioni militari e politiche che si estendono nel corso del secolo mutano gli equilibri del Mediteranno dando vita a nuove reti di scambi e assetti commerciali che contribuiscono a conferire all’isola un nuovo ruolo, che mappe e vedute permettono di visualizzare. Contestualmente, cinte murarie, fortificazioni, luoghi e monumenti pubblici di rappresentazione del potere - come piazze, fontane, edifici di rappresentanza laica e religiosa, apparati effimeri - cambiano lo scenario urbano in modo permanente o temporaneo. Allo stesso modo, in pittura, scultura e architettura, le scelte di specifici linguaggi o determinati artisti, e gli orientamenti della committenza permettono di registrare alcune risposte a questa mutata condizione. Queste trasformazioni possono essere interpretate sia come manifestazioni o conseguenze dell’affermazione asburgica, sia come modalità di espressione delle comunità locali e delle loro identità.

Studi recenti tendono a inserire la Sicilia nel contesto imperiale e asburgico, concentrandosi sulle modalità in cui la committenza dei viceré ha cambiato la facies dell’isola. Questo workshop ambisce a comprendere come nella Sicilia spagnola tra il XVI e il principio del XVII secolo, lo spazio, le sue rappresentazioni, la pratica artistica e gli oggetti intercettino i mutamenti nella relazione tra regnicoli, rappresentanti e sostenitori del potere asburgico. Il workshop propone di inserirsi in questa discussione affrontando sia casi di studio specifici sia trattazioni più ampie dei temi proposti attraverso fonti visive o scritte che permettano di comprendere questo cambiamento dello spazio fisico e delle sue rappresentazioni.

Gli argomenti degli interventi includono, ma non sono limitati a:
- rappresentazioni cartografiche (mappe, portolani, vedute, etc.),
- produzione artistica, scelta e diffusione di linguaggi, circolazione di artisti e maestranze, committenza,
- interventi urbanistici e architettonici,
- apparati effimeri e la dimensione della festa.

Sono benvenute proposte per interventi della durata di 30 minuti in lingua inglese, italiana o spagnola. Gli interessati sono invitati a presentare un abstract di massimo 350 parole e un breve cv (max. 2 pagine) all’indirizzo giusa@biblhertz.it e balzarotti@biblhertz.it entro il 7 gennaio 2022. La Bibliotheca Hertziana – Max-Planck-Institut für Kunstgeschichte provvederà alla copertura delle spese di viaggio e alloggio per i relatori in conformità con la legge federale tedesca per i rimborsi spese di viaggio (BRKG).

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