Call for Papers: Mappare lo spazio sacro. Dal frammento al contesto (Italia, XI-XIV sec.)

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Roma, 10-12 luglio 2023
Bibliotheca Hertziana–Istituto Max Planck per la storia dell’arte e Sapienza Università di Roma

Organizzazione scientifica: 
Manuela Gianandrea, Ruggero Longo, Tanja Michalsky, Elisabetta Scirocco

Istituzioni promotrici:
Bibliotheca Hertziana–Istituto Max Planck per la storia dell’arte
Sapienza Università di Roma
Scuola IMT Alti Studi Lucca

Lo spazio sacro è un’entità culturale, topografica, storica e antropologica di portata vastissima, epicentro cultuale e sociale delle civiltà, dal mondo antico al contemporaneo. La peculiare convergenza delle dimensioni sacra e secolare rese questi luoghi densi di significato religioso, politico e sociale, particolarmente nel medioevo cristiano, quando furono attivati specifici dispositivi fisici ed estetici di aggettivazione dello spazio carichi di valori liturgici e simbolici.
Nel corso dei secoli, anche a causa delle riforme liturgiche attuate all’interno della Chiesa cattolica romana (in particolare quelle derivate dal Concilio di Trento e dal Concilio Vaticano II), gli edifici sacri medievali della penisola italiana si sono gradualmente trasformati in spazi unitari. In netto contrasto con la nostra attuale possibilità di abbracciare con lo sguardo l’intera spazialità ecclesiale, la percezione fisica del sacro in una chiesa medievale si basava sull’alternanza architettonica studiata tra pieni e vuoti, sul rapporto tra inclusione ed esclusione dai luoghi connotati dalla maggiore sacralità, e sull’estetica dei materiali, delle immagini e degli apparati ornamentali. In particolare, l’arredo liturgico monumentale, oggi quasi completamente scomparso, trasformato o conservato in frammenti, giocava un ruolo fondamentale nella creazione dei luoghi del rito e condizionava la percezione del sacro.
Ripensare concettualmente e ricostituire idealmente lo spazio sacro medievale costituisce quindi una tappa epistemologica obbligata se si vogliono comprendere fino in fondo gli scenari entro i quali sono stati performati i riti e i contesti per i quali sono stati concepiti gli oggetti. Gli studi contemporanei mirano a rompere le visioni tradizionali di separazione disciplinare, vertendo verso più complessi e ambiziosi approcci transdisciplinari che tendono a indagare i fenomeni nella dimensione spazio-temporale dove eventi, oggetti e contesti sono indissolubilmente connessi tra loro. 
Partendo da queste premesse, nel convegno Mappare lo spazio sacro: dal frammento al contesto (Italia, XI-XIV sec.) sarà indagato il rapporto tra i frammenti di arredo liturgico medievale e i loro manufatti di provenienza all’interno del contesto originario, attraverso casi di studio del territorio italiano. L’obiettivo è quello di giungere alla mappatura e all’eventuale restituzione degli spazi rituali a partire dall’analisi dei frammenti di arredo, intendendo per ‘frammento’ qualsiasi componente erratica, oppure decontestualizzata e ricomposta in un nuovo insieme. 
Le giornate di studio mirano al confronto su metodologie consolidate, esperienze di ricerca, nuovi approcci e strumenti per riflettere sulla radicata questione della frammentarietà delle testimonianze materiali in relazione alla complessità dello spazio sacro medievale. 
Gli interventi affronteranno un caso di studio specifico, mettendo in luce questioni metodologiche e ponendo domande di ricerca utili a stimolare la discussione.
Le proposte, per interventi di 20 minuti, possono essere inviate entro il 15 febbraio 2023 all’indirizzo mappingsacredspaces@gmail.com corredate di titolo e di un abstract di circa 3.000 battute. 
L’organizzazione potrà sostenere le spese dei pernottamenti, dei pranzi e delle cene.

Il convegno è promosso dal progetto Mapping Sacred Spaces. Forms, Functions, and Aesthetics in Medieval Southern Italy, una collaborazione tra la Bibliotheca Hertziana – Istituto Max Planck per la storia dell’arte e Sapienza Università di Roma (https://www.biblhertz.it/it/dept-michalsky/sacred-spaces)
 

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