Call for Papers: Michelangelo (im)materiale

Numero di bando:

Offerta di lavoro dal 26 marzo 2020

Michelangelo (im)materiale: per una storiografia visiva della scultura tra riproduzione e indagine storico-critica

VI Convegno Internazionale (Post-Doc) del Rome Art History Network (RAHN)
12 novembre 2020 | Bibliotheca Hertziana – Istituto Max Planck per la storia dell'arte

Scadenza per l’invio delle proposte: 5 giugno 2020

A cura di Giulia Daniele (RAHN) e Daniele Di Cola (Villa I Tatti, The Harvard University Center for Italian Renaissance Studies), in collaborazione con la Bibliotheca Hertziana – Istituto Max Planck per la storia dell'arte, su iniziativa del Rome Art History Network.

Riprodurre, rappresentare, copiare o documentare un’opera d’arte è sempre il risultato inevitabile di un atto interpretativo che può rivelare aspetti dell’originale a volte rimasti inosservati, ma anche occultarne o alterarne molti altri. Ciò può essere dovuto sia alle intenzioni di chi realizza o commissiona la copia o la riproduzione di un’opera, sia alle difficoltà intrinseche nel processo di “traduzione” da un medium a un altro. Tali problemi sono comuni alle copie “artistiche”, tanto quanto alle riproduzioni a carattere documentario o scientifico, superando così il binomio tra soggettività e oggettività, tra media classici (es. pittura, scultura, incisione) e la riproduzione “meccanica” tipica dei nuovi media (fotografia, video, tecnologie digitali). Per tali ragioni, le riproduzioni di un’opera d’arte – indipendentemente dal mezzo con cui sono state realizzate – possono divenire fonti utili per ricostruire il percorso storiografico dell’opera stessa, all’insegna di una vera e propria “storiografia visiva” (Johnson 2013), documentando come quello specifico manufatto sia stato osservato e interpretato nel corso del tempo, a volte in stretta relazione con quanto affermato dalle fonti testuali della letteratura artistica e della critica d’arte, altre volte influendo attivamente sulla formazione di queste ultime.

Con tali premesse di carattere generale e metodologico, il convegno intende prendere in esame le riproduzioni e le copie delle opere scultoree di Michelangelo, attraverso media diversi, esplorandole e indagandole come testimonianze della “storiografia visiva” dell’artista, dal Cinquecento a oggi. Grazie alla fortuna praticamente ininterrotta di Michelangelo, la vasta documentazione visiva relativa alle sue sculture, ormai diffusa su scala globale, permette infatti di registrare le continue mutazioni e trasformazioni della ricezione dei suoi lavori plastici nel corso del tempo: dalle copie pittoriche e grafiche, alla mise en abyme delle sculture di Michelangelo in dipinti narrativi e celebrativi; dalle copie plastiche, come i piccoli bronzetti, alla diffusione dei calchi in gesso per collezioni accademiche; dalle incisioni a corredo dei primi testi storico-artistici alla diffusione della fotografia; dalle riprese video in film e documentari, fino alle scansioni e alle ricostruzioni virtuali del Digital Michelangelo Project. Molti di questi esempi, e ben prima dell’invenzione della fotografia, ebbero e hanno come obiettivo quello di documentare le sue sculture nella loro dimensione oggettuale, fisica e materiale (ovvero in quanto sculture), e non dunque quello di riprodurle semplicemente come modelli artistici da imitare. Se rappresentare la scultura in un altro medium è spesso una sfida, a causa della sua tridimensionalità e del suo intrinseco rapporto con lo spazio, nel caso dell’opera di Michelangiolo ciò ha posto dei problemi aggiuntivi a causa del suo particolare modo di trattare la materia, che ha trovato espressione nell’esibizione delle tracce della lavorazione, nel trattamento disomogeneo delle superfici, nel ricorso a elementi frammentari o appena abbozzati, secondo la ben nota poetica del “non finito”. La “traduzione” di questi aspetti ha solitamente comportato una necessaria “rimediazione” tra originale e copie: queste ultime possono infatti mutare o reinventare le sculture, completando la rappresentazione lì dove Michelangelo l’aveva lasciata incompiuta, tanto quanto possono tentare il più possibile di restituire l’apparenza esteriore del loro modello; possono raffigurare la scultura da un punto di vista unico e convenzionale, o possono tentare di restituire l’esperienza dell’interazione tra osservatore e oggetto; possono decontestualizzarla e ricontestualizzarla; trasfigurarla dai suoi aspetti oggettuali e materici, o esaltarli attraverso l’accentuazione delle forme plastiche o la ricerca del dettaglio.

Il convegno intende dunque indagare “come” e “perché” le opere scultoree di Michelangelo sono state copiate, rappresentate e documentate, e quali fattori (sociali, economici, culturali, etc.) hanno influito sulla realizzazione e diffusione di queste riproduzioni, considerando nello specifico:

  1. come tali immagini vadano interpretate nei termini di testimonianze “visive” del mutare dell’atteggiamento estetico, storiografico e critico attorno agli elementi formali più caratterizzanti della scultura michelangiolesca;

  2. la funzione e il ruolo assunto dalla riproduzione delle qualità fisiche e spaziali, nonché materiche e tecniche della sua scultura e quali problemi e sfide al processo di traduzione esse hanno comportato. Saranno particolarmente graditi interventi volti ad affrontare i problemi storici, teorici e metodologici qui sollevati attraverso casi studio incentrati sulla ricezione di singole opere di Michelangelo, l’impiego di uno specifico medium, l’attività e l’impatto di singole figure artistiche e storiche (trattatisti, storici dell’arte, ecc.) che abbiano avuto un particolare ruolo nello sviluppo del discorso storico-visivo sull’artista.

Il bando è rivolto a chi abbia conseguito il titolo di Dottore di ricerca entro la data del convegno. Le proposte dovranno essere inviate in forma di abstract (max. 2.000 battute) unitamente ad un breve CV entro il 5 giugno 2020 al seguente indirizzo: . I contributi potranno essere presentati in inglese o italiano. La pubblicazione degli interventi sarà valutata in futuro. N. B.: purtroppo gli organizzatori non potranno coprire le eventuali spese di viaggio e di alloggio dei partecipanti.

Bibliografia orientativa:


  • Alberti, A., Rovetta., A., Salsi, C. (a cura di), D’après Michelangelo, 1 vol. + USB stick, Venezia 2015.
  • Barnes, B.A., Michelangelo in Print: Reproductions as Response in the Sixteenth Century, Farnham 2010, in particolare pp. 144-165.
  • Der Göttliche. Hommage an Michelangelo (cat. della mostra Bonn 2015), a cura di Satzinger, G., Monaco di Baviera 2015.
  • Hamill, S., Luke, M.R. (a cura di), Photography and Sculpture: The Art Object in Reproduction, Los Angeles 2017.
  • Johnson, G.A. (a cura di), Sculpture and Photography: Envisioning the Third Dimension, Cambridge 1998.
  • Johnson, G.A., “'(Un)richtige Aufnahme': Renaissance Sculpture and the Visual Historiography of Art History", Art History, 36, 1, 2013, pp. 12-51.
  • Messina, M.G. (a cura di), Scultura e fotografia. Questioni di luce, Firenze 2001.
  • Ri-conoscere Michelangelo: la scultura del Buonarroti nella fotografia e nella pittura dall’Ottocento a oggi (catalogo della mostra Firenze 2014), a cura di Maffioli, M., Bietoletti, S., Firenze 2014.
  • Rosenberg, R., Beschreibungen und Nachzeichnungen der Skulpturen Michelangelos: eine Geschichte der Kunstbetrachtung, Monaco di Baviera 2000.
  • Rosenberg, R., "The Reproduction and Publication of Michelangelo’s Sacristy: Drawings and Prints by Franco, Salviati, Naldini and Cort", in Ames-Lewis F., Joannides P., Reactions to the Masters: Michelangelo’s Effect on Art and Artists in the Sixteenth Century, Aldershot 2003, pp. 114-136.
  • Rosenberg, R., "Artists as Beholders: Drawings after Sculptures as a Medium and Source for the Experience of Art", in Frangebert T., Williams R. (a cura di), The Beholder. The Experience of Art in Early Modern Europe, Aldershot 2006, pp. 103-122.
Go to Editor View